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Riscaldamento 9 min

Accensione riscaldamenti 2026-2027: date per città, orari e controlli da fare prima dell'inverno

Tecnico MisuraPro che controlla la valvola termostatica di un termosifone in un appartamento prima dell'accensione dei riscaldamenti

1. Quando si accendono i riscaldamenti in Italia nel 2026?

In Italia non esiste un'unica data: il calendario nazionale stabilito dal DPR 74/2013 divide il territorio in sei zone climatiche (dalla A alla F) in base ai gradi giorno di ciascun Comune. Ogni zona ha un periodo di accensione e un numero massimo di ore giornaliere.

Per la stagione 2026-2027 si parte dal 15 ottobre nelle zone più fredde (zona E, come Milano e Torino) e si arriva al 1° dicembre nelle zone più calde (A e B). Sindaci e Comuni possono però modificare il calendario con un'ordinanza, anticipando o posticipando l'accensione e riducendo le ore.

Calendario nazionale e ordinanze locali sono due cose diverse: la regola nazionale fissa i limiti massimi, mentre il Comune può introdurre regole più restrittive o deroghe. Controlla sempre il sito ufficiale del tuo Comune.

2. Le sei zone climatiche: date e ore consentite

L'impianto può restare acceso al massimo per le ore indicate, nella fascia compresa tra le 5:00 e le 23:00.

ZonaAccensioneSpegnimentoOre/giornoEsempi
A1 dicembre15 marzo6 oreLampedusa, Linosa, Porto Empedocle
B1 dicembre31 marzo8 orePalermo, Catania, Messina, Reggio Calabria
C15 novembre31 marzo10 oreNapoli, Bari, Cagliari, Lecce
D1 novembre15 aprile12 oreRoma, Firenze, Genova, Pescara
E15 ottobre15 aprile14 oreMilano, Torino, Bologna, Venezia
FNessun limiteNessun limiteNessun limiteCuneo, Belluno, Trento

3. Date nelle principali città

Ecco le date indicative di accensione nelle principali città italiane per la stagione 2026-2027, considerando il calendario nazionale e le ordinanze note al momento della pubblicazione.

CittàZonaAccensione 2026
MilanoE15 ottobre (ordinanza: max 8 h fino al 30/10, poi 13 h)
TorinoE19 ottobre (accensione posticipata)
BolognaE15 ottobre da calendario; possibile rinvio al 1° novembre
VeneziaE15 ottobre
VeronaE15 ottobre
RomaD1 novembre
FirenzeD1 novembre
GenovaD1 novembre
NapoliC15 novembre
BariC15 novembre
CagliariC15 novembre
PalermoB1 dicembre
CataniaB1 dicembre

Le date locali possono cambiare con nuove ordinanze: verifica sul sito del Comune prima di accendere l'impianto.

4. Ordinanze comunali e modifiche al calendario 2026-2027

Ogni anno diversi Comuni intervengono sul calendario in base al meteo e alle esigenze di risparmio energetico. Per l'autunno 2026 sono state segnalate queste modifiche:

  • Milano: dal 15 al 30 ottobre massimo 8 ore al giorno; dal 31 ottobre massimo 13 ore, secondo l'ordinanza locale.
  • Torino: accensione posticipata al 19 ottobre.
  • Lombardia: alcuni Comuni lombardi hanno rinviato l'accensione.
  • Emilia-Romagna: diverse città hanno posticipato l'accensione al 1° novembre.

Queste indicazioni riassumono le disposizioni comunicate dai Comuni: il testo dell'ordinanza ufficiale è l'unico riferimento valido e può prevedere eccezioni per scuole, ospedali e strutture sanitarie.

5. Temperatura massima consentita nelle abitazioni

Negli edifici residenziali la temperatura media degli ambienti non deve superare i 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Negli inverni 2022-2023 il limite era stato temporaneamente abbassato a 19 °C per il piano di contenimento dei consumi di gas. Ogni grado in meno può ridurre i consumi in modo sensibile.

6. Cinque controlli da fare prima di accendere il riscaldamento

  1. Caldaia: verifica che non ci siano spie di errore, che il libretto d'impianto sia aggiornato e che la manutenzione sia stata fatta.
  2. Pressione: a impianto freddo il manometro dovrebbe indicare in genere tra 1 e 1,5 bar (verifica il valore indicato dal produttore).
  3. Termosifoni: sfiata l'aria dalle valvoline finché non esce acqua e tieni i caloriferi liberi da tende e mobili.
  4. Termostato: controlla le batterie, imposta fasce orarie e temperatura (ad esempio 19-20 °C di giorno, meno di notte).
  5. Perdite: osserva valvole, raccordi e il pavimento sotto i termosifoni: macchie o gocce vanno segnalate a un idraulico.

7. Termosifone che non scalda: cause più comuni

  • Aria nell'impianto: il termosifone è caldo sotto e freddo sopra.
  • Pressione troppo bassa: l'acqua non circola correttamente.
  • Valvola termostatica bloccata: lo spillo resta chiuso dopo l'estate.
  • Fanghi e calcare: il termosifone è freddo in basso o al centro.
  • Impianto non bilanciato: i caloriferi più lontani scaldano meno.
  • Problemi della caldaia o della pompa: nessun termosifone scalda bene.

Se il problema riguarda tutta la casa o ritorna spesso, può servire un lavaggio dell'impianto o un controllo tecnico.

8. Manutenzione della caldaia e controlli obbligatori

La manutenzione ordinaria va eseguita con la frequenza indicata dal costruttore o dall'installatore. Il controllo di efficienza energetica (con analisi dei fumi e rilascio del rapporto) per le caldaie a gas tra 10 e 100 kW è generalmente previsto ogni 4 anni, ma Regioni e Comuni possono stabilire scadenze diverse. Il controllo va annotato nel libretto d'impianto e, dove previsto, trasmesso al catasto regionale degli impianti termici.

Fare la manutenzione prima dell'accensione evita guasti nelle prime settimane fredde, quando i tecnici sono più richiesti.

9. Come ridurre i consumi durante l'inverno

  • Abbassa di 1 °C la temperatura impostata sul termostato.
  • Usa valvole termostatiche e programma le fasce orarie.
  • Chiudi tapparelle e tende di notte, aprile al sole di giorno.
  • Arieggia per pochi minuti con finestre spalancate, non a vasistas per ore.
  • Elimina gli spifferi da finestre e porte.

Trovi altri consigli nella guida come risparmiare sul riscaldamento nell'inverno 2026-2027 e nella checklist casa pronta per l'autunno.

10. Quando chiamare un idraulico o un tecnico del riscaldamento

  • La pressione scende spesso anche dopo il ricarico.
  • Ci sono perdite d'acqua da valvole, tubi o caldaia.
  • Uno o più termosifoni restano freddi dopo lo sfiato.
  • La caldaia va in blocco o mostra codici di errore.
  • Senti odore di gas: chiudi il contatore, apri le finestre e chiama subito il pronto intervento gas.

Per perdite, termosifoni e impianto puoi cercare un idraulico nella tua zona, ad esempio a Milano, Torino, Roma, Napoli o Firenze.

Domande frequenti

Quando si accendono i riscaldamenti nel 2026?

Dipende dalla zona climatica del Comune: dal 15 ottobre in zona E (Milano, Torino, Bologna, Venezia), dal 1° novembre in zona D (Roma, Firenze, Genova), dal 15 novembre in zona C (Napoli, Bari) e dal 1° dicembre nelle zone A e B. In zona F non ci sono limiti. I Comuni possono anticipare o posticipare con ordinanza.

Quante ore al giorno si può tenere acceso il riscaldamento?

Secondo il DPR 74/2013: 6 ore in zona A, 8 in zona B, 10 in zona C, 12 in zona D, 14 in zona E e nessun limite in zona F, nella fascia oraria tra le 5 e le 23. Le ordinanze comunali possono ridurre questi limiti.

Le regole valgono anche per il riscaldamento autonomo?

Sì, i limiti di periodo, ore e temperatura riguardano tutti gli impianti termici, sia centralizzati sia autonomi. Fuori periodo l'accensione è ammessa solo in presenza di situazioni climatiche particolari e per una durata ridotta.

Qual è la temperatura massima consentita in casa?

Per le abitazioni il limite è di 20 °C con una tolleranza di 2 °C. Negli inverni 2022-2023 erano state introdotte riduzioni temporanee (19 °C); verifica sempre eventuali disposizioni aggiornate.

Come so in quale zona climatica si trova il mio Comune?

La zona climatica è indicata nell'allegato A del DPR 412/1993 in base ai gradi giorno del Comune. Puoi trovarla anche sul sito del tuo Comune o chiederla all'amministratore di condominio.

Chi chiamare se il termosifone non scalda?

Se dopo aver sfiatato il termosifone e controllato la pressione della caldaia il problema persiste, conviene chiamare un idraulico o un tecnico del riscaldamento. Su MisuraPro puoi inviare gratuitamente la richiesta ai professionisti della tua zona.

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